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Nasce la Scuola di formazione civica “Francesco Franceschini”

A Vittorio Veneto venerdì 23 settembre, alle 20 nell’aula civica del Museo della Battaglia, incontro pubblico sul tema “Sì o no al referendum costituzionale? Per un voto informato e consapevole” con il costituzionalista Sandro De Nardi

VITTORIO VENETO, 16 SETT. 2016 – L’incontro pubblico “Sì o no al referendum costituzionale? Per un voto informato e consapevole” dà avvio al nuovo progetto del Coordinamento Associazioni Volontariato Sinistra Piave: la costituzione di una Scuola di formazione civica intitolata al vittoriese Francesco Franceschini (1908-1987), deputato, membro dell’Assemblea Costituente e fondatore del Ministero dei beni culturali.

L’appuntamento per approfondire un tema di stretta attualità come il prossimo referendum costituzionale è per venerdì 23 settembre alle ore 20.00 nell’aula civica del Museo della Battaglia, in piazza Giovanni Paolo I a Ceneda di Vittorio Veneto (ingresso libero). 

Dopo l’introduzione dell’avvocato Marco Caliandro, presidente del Coordinamento, e un intervento sulla figura di Franceschini curato da Mariagrazia Gottardi, presidente dell’associazione “Amici di Vittorio Veneto”, sarà l’avvocato e costituzionalista dell’università di Padova, il vittoriese Sandro De Nardi, ad affrontare il tema, offrendo ai presenti strumenti utili per un voto informato e consapevole in vista dell’imminente referendum che avrà per oggetto proprio la nostra Costituzione. 

Venerdì sarà anche l’occasione per illustrare la neo nata Scuola di formazione civica “Francesco Franceschini”. «L’obiettivo della Scuola è quello di approfondire temi sociali, economici e civici, per aumentare la conoscenza delle istituzioni, dei problemi sociali e della consapevolezza democratica e civile dei cittadini, a cui si rivolge indistintamente, e contemporaneamente di generare nuova classe dirigente al servizio della comunità, che si possa eticamente e proficuamente impegnare nel contribuire alla crescita della comunità e al soddisfacimento delle sue comuni esigenze - spiega Marco Caliandro, presidente del Coordinamento -. Senza dubbio in questi ultimi anni in Italia è cresciuta la percezione di una lontananza della politica dai concreti desideri, ideali e bisogni dei cittadini: si è diffusa un’immagine di coloro che si impegnano nell’amministrazione della cosa comune che ha a che fare con un mondo ambiguo, oscuro e espressione di interessi particolari. Occorre invece una riscoperta della “politica”, intesa come capacità di gestire e governare il bene comune e che, come sosteneva Papa Paolo VI, resta la più alta forma di carità: ad essa va restituita un’immagine della rispondente alla sua complessità e alla sua importanza per lo sviluppo dei Paesi democratici e delle comunità». 

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